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BLAUPUNKT inserimento CODE antiintuitivo

On 08/01/2012, in Uncategorized, by admin

Ho perso 1 ora per capire come inserire il codice dell’autoradio BLAUPUNKT sulla Suzuki Ignis dopo il cambio di batteria, quando si dice interfaccia utente.

All’accensione l’autoradio presenta sul display la scritta CODE che voi diligentemente avete conservato separatamente, ma l’inserimento nasconde terribili difficoltà se non disponete del manuale dell’autoradio, prima di tutto sul sito del produttore http://blaupunkt.de/ non è possibile trovare il manuale se non si conosce il modello (che non è stampato sul frontalino) e sulle FAQ la procedura indicata non funziona con la mia autoradio, oltre a scoprire che ovviamente BLAUPUNKT usa vari sistemi per portarsi alla modalità di input, vediamo come procedere sull’autoradio della Suzuki Ignis:

  1. far comparire sul display la scritta CODE (accendere l’autoradio con il pulsante centrale…
  2. tenere premuto il solo tasto BND/AST per circa 3 secondi e aspettare il BIP
  3. a questo punto è possibile finalmente inserire il codice in questo modo
    • premere il tasto 1 del canale radio per raggiungere la cifra (Es. il vostro codice ha la cifra 3, premete 3 volte
    • premere il tasto 2 del canale radio per raggiungere la cifra (Es. il vostro codice ha la cifra 3, premete 3 volte
    • premere il tasto 3 del canale radio per raggiungere la cifra (Es. il vostro codice ha la cifra 3, premete 3 volte
    • premere il tasto 4 del canale radio per raggiungere la cifra (Es. il vostro codice ha la cifra 3, premete 3 volte
  4. tenere premuto il tasto BND/AST per circa 3 secondi
  5. datevi una pacca sulla spalla e ringraziate BLAUPUNKT per non aver inserito sul display la scritta “Push BND/AST 3s to enter the CODE”
 
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Squirrelmail to roundcube Address Book Contacts migration

On 15/06/2010, in Uncategorized, by admin

Problem: SM export contact in CSV, RC import contact in VCart format only by default…

I wrote my Perl script by myself to read SM .abook files and import contacts into MySQL database used by RC

I use 3 files:

  • variable.pl (contains credentials for MySQL)
  • sm2rc_addressbook.pl (the core of program)
  • book.sh (simple script to run sm2rc_addressbook.pl for each account)

variable.pl

book.sh

sm2rc.pl

 
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Indirizzi BOGON e firewall

On 18/03/2010, in Uncategorized, by admin

Alcuni ISP bloccano le vostre connessioni inspiegabilmente? Forse vi sono stati assegnati degli IP “relativamente recenti”, ovvero risorse che IANA non aveva ancora allocato. Certo IANA pubblica gli aggiornamenti e i vari operatori dovrebbero adeguare i firewall nel caso utilizzino queste regole al fine di evitare attacchi DOS, ma evidentemente questo non succede e a farne le spese sono gli assegnatari finali degli IP.

Gli ultimi blocchi assegnati che riguardano RIPE e quindi l’Europa sono del 2009 e sono:

002/8
046/8
109/8
178/8

quindi, se il vostro IP inizia per 2,46,109,178 potrebbe essere questo il problema

http://www.iana.org/assignments/ipv4-address-space/ipv4-address-space.xml

 
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MySQL ORDER BY field (but FROM a known value)

On 20/05/2009, in Uncategorized, by admin

Sarà anche la scoperta dell’acqua calda… ordinare con SQL dei record in base a un campo numerico che contiene valori positivi, ma partendo da un determinato valore noto

usando le seguenti sintassi si possono ordinare i valori in modo crescente o decrescente ma partendo sempre dal più grande o piccolo valore,

ORDER BY myfield ASC
ORDER BY myfield DESC

se però pensiamo di sottrarre il valore noto al nostro campo usando un alias

SELECT ( myfield - valorenoto) AS riferimento...
FROM mytable
ORDER BY riferimento ASC

Otterremo l’effetto che l’alias riferimento sarà pari a ZERO quando myfield è pari al valore noto, di conseguenza risulta possibile l’ordinamento partendo dal valore

 
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LACIE ethernet disk mini 500Gb Linux Hacking

On 21/12/2008, in Uncategorized, by admin

Se disponete di un disco di rete LaCie, avete scoperto che ci gira dentro Linux, siete disposti a rinunciare alla garanzia sul disco, e vi state chiedendo se sia possibile accedrvi via SSH? La risposta è si.

Alcuni utili link sull’argomento:

  • http://jebimony.com/blog/content/add-ssh-lacie-edmini-v2
  • http://luon.net/~admar/journal/LaCieEthernetDiskMini.html
  • http://lacie.nas-central.org/index.php/SuccessStories
  • http://www.federated.com/~jim/edmini/

In buona sostanza almeno una volta è necessario aprire il case, accedere al disco utilizzando ad esempio un comodo adattatore USB per dischi SATA o collegandolo a un PC, quindi inserire un exploit che consente via HTTP di eseguire comandi da root. A questo punto è possibile scaricare dalla rete, decomprimere e installare programmi. Certo prima di tutto è necessario capire su che tipo di architettura siamo, che è ARM

Processor : ARM926EJ-Sid(wb) rev 0 (v5l)

Linux version 2.6.12.6-arm1-lacie5a (root@lacie) (gcc version 3.4.4 (release) (CodeSourcery ARM 2005q3-2)) #1 Tue Oct 31 11:26:21 CET 2006

La strada della cross-compilazione è un po’ lunga e difficile, sembra però che il software disponibile qui possa servire a tale scopo: http://buffalo.nas-central.org/download/LSPro_ARM9/Distributions/Genlink/Binaries/armv5tejl-softfloat-linux-gnueabi/

Dopo un po’ di sano Haking potrete fare:

ssh lacie.disco.lan -l root
Password:

BusyBox v1.1.0 (2006.11.03-14:53+0000) Built-in shell (ash)
Enter 'help' for a list of built-in commands.
lacie /root #

 
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Lenny la nuova versione di Debian? Sembra che google non sia daccordo!

On 25/08/2008, in Uncategorized, by admin

Con estrema sorpresa sembra che il servizio di traduzione automatico di Google da Inglese a Italiano abbia qualche reminiscenza con Sarge. Provate a tradurre:

"but lenny is really lenny or not?"

Con estrema sorpresa google risponde


ma è veramente sarge sarge o no?

 
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Università in provincia di Belluno? No grazie

On 16/02/2008, in Uncategorized, by admin

Con questo titolo un po’ provocatorio, volevo sottoporre un punto di vista e alcune considerazioni personali che penso possano essere utili a capire che c’è un “altro lato della medaglia” nel promuovere centri di formazione universitari nella nostra provincia.

Non voglio criticare ne sminuire l’impegno e il lavoro svolto in questi ultimi anni nei confronti di chi si è battuto e impegnato nel far nascere centri “universitari in provincia”, voglio pensare e credere che le loro intenzioni siano le migliori e l’obiettivo quello di valorizzare e dare maggiori possibilità alle nostra provincia, purtroppo quello che penso è che si stia ottenendo l’effetto contrario.

Partiamo dal punto di vista dello studente. La maggioranza degli studenti bellunesi ha frequentato le superiori sotto casa, frequenta quindi la scuola rientrando a casa ogni sera, certo vi sono studenti che rimangono fuori di casa tutta la settimana (studenti del Comelico che frequentano a Belluno o gli studenti dello ski-college di Falcade e altri casi) ma sono in misura minore.

L’università è una esperienza di vita oltre che formativa essere “costretti” a trasferisti temporaneamente in una città come Padova, Venezia, Bologna o Milano per frequentare un corso di 3/5 anni, significa confrontarsi con una realtà diversa da quella Bellunese, significa cresce e apprendere non solo dai corsi ma anche dal confronto con persone che difficilmente saranno i tuoi ex. compagni delle superiori…
Significa imparare a darsi da fare, intraprendere e essere a contatto con realtà extra-universitarie che a Belluno non ci sono. Significa trovare la propria strada.

Vedo in modo positivo la proposta di rendere obbligatorio un anno di università all’estero. Questa è la direzione da seguire. Creando università a Belluno (o Feltre) si fa un danno allo studente Bellunese che di fronte a una scelta (talvolta condizionata da famiglia e amici) può trovare appetibile frequentare “vicino a casa” piuttosto che recarsi in atenei più noti e importanti. Peccato che poi l’università sotto casa magari restituisca una formazione scadente perché non vi si trovano insegnanti illuminati, perché è una sede staccata e non è dotata di strutture adeguate etc. Per quanto ci si sforzi è normale e comprensibile che non si possano fare investimenti in questo senso in provincie scarsamente popolate e di montagna. Quando poi il nostro studente si è laureato al colloquio di lavoro dirà di essere laureato a Feltre, il suo l’interlocutore chiederà: Feltre?!?!?! Solo a quel punto capirà di aver buttato via anni preziosi.

Vogliamo dare una mano ai nostri studenti? Mandiamoli a studiare in atenei rinomati che per fortuna non mancano in Italia, poi molti di loro ritorneranno in provincia laureati e entrati nel modo del lavoro creeranno nuove attività innovative, porteranno freschezza di idee alle aziende è questo valorizzerà la nostra provincia. Solo così avremmo uno scambio culturale positivo e utile. Dall’altro lato, abbiamo una provincia di montagna e vogliamo che significhi qualcosa culturalmente? Bene, creiamo strutture che possano ospitare campus, convegni e centri di eccellenza, la nostra provincia potrà essere appetibile a questi settori, nessuno verrà a Belluno per frequentare l’università, non speriamoci, ma da tutto il mondo potranno recarsi a 2000 metri in una struttura per seguire un convegno internazionale o un campus di due settimane.

Alessandro De Zorzi

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Effemeridi. I giorni non durano tutti uguali

On 22/12/2007, in Uncategorized, by admin

Effemeridi, la parola sembra famigliare ma non tutti ne conoscono il vero significato. Magari ci si imbatte nelle Effemeridi quando si cerca di calcolare il proprio ascendente zodiacale, ma tranqulizzatevi le effemeridi non sono nulla di magico o trascendentale, sono semplicemente un calcolo che deriva dalla fisica e dell’astronomia, matematica insomma…

La mia riflessione sulle Effemeridi parte da una semplice domanda che mi è stata posta. Come ogni anno in questo periodo, vicini al solstizio di inverno tanti citano e condividono riflessioni più o meno profonde sul “dì più corto” che come è noto è il 21 dicembre. Mi è stato chiesto: perché l’ora del levare del sole e del tramonto 10 giorni prima e 10 giorni dopo il solstizio (diciamo 11 dicembre e al 31 dicembre) non sono uguali, anche se la durata della luce è, come ci si aspetta, maggiore del 21 dicembre? In pratica i giorni non rispettano una simmetria rispetto al solsitizio di inverno.

La risposta è che l’orologio e tutti gli strumenti che usiamo per misurare il tempo di uso comune misurano il tempo medio dove tutti i giorni durano 24 ore esatte, ma in realtà durante l’anno (per effetto dei moti di rotazione e rivoluzione del nostro pianeta) le ore subiscono delle piccole variazioni in positivo e negativo rispetto al tempo medio, questo tempo, che è ad esempio quello misurato dagli orologi solari (meridiane) è il tempo vero, certo fa un po’ impressione pensare che tra un mezzogiorno (massima altezza del sole all’orizzonte) e il mezzogiorno del giorno dopo non passino sempre “24 ore di orologio” ma qualche volta una manciata di secondi in più e qualche volta in meno… L’accumularsi dell’errore porta in alcuni momenti dell’anno a una differenza anche di un quarto d’ora tra il tempo medio e il tempo vero, ecco quindi spiegata la non simmetria del levare del sole rispetto al solstizio di inverno.